Finora ha parlato mia moglie…ora tocca a me! Il Signore è stato proprio generoso: si è servito di lei per farmi crescere e per diventare prima marito e poi padre. Ed il regalo più bello che ho ricevuto è stato infondere nel mio cuore la certezza che non poteva che essere lei. Quante ne ha passate per farmi felice… il viaggio di nozze tanto per dirne una: mentre fantasticava viaggi esotici, un bel giorno, proprio di ritorno da un incontro sulle 10 Parole le dico: “Scusa, ci siamo fidanzati grazie al Cammino di Santiago, rifacciamo il cammino come viaggio di nozze!”. Lei, come suo solito quando non è allineata con le mie proposte folli, mi risponde:” Dai pensiamoci…”. Finiamo per fare il Cammi-no di Santiago portoghese. Ricordo un giorno particolarmente faticoso fatto di salite e vento contrario, la sera con i suoi occhioni neri lucidi mi guarda e mi dice: “Tutti i nostri amici vanno in Polinesia, non potevamo fare qualcosa di più rilassante?”, ma quello era solo l’inizio, il Signore aveva per noi progetti piuttosto friccicosi, sicuramente non rilassanti!

Iniziamo a vivere insieme, conosciamo i nostri limiti e le nostre fissazioni…io, completamente fuori controllo, testardo (come lei!) e molto poco inquadrato. Lei con la fissa della pulizia, molto organizzata e razionale; io distratto, ma fortunato. Ai nostri figli dico spesso che ho almeno 2 angeli custodi a prendersi cura di me! Ah ecco, abbiamo dei figli: nonostante i medici ci avessero detto che sarebbe stato molto improbabile, 7 mesi dopo il matrimonio mia moglie resta incinta. I primi mesi di vita del nostro primo sono molto faticosi, ma bellissimi! Un giorno rimango da solo a casa con il bambino e al suo ritorno mi trova completamente distrutto…solo allora capisco quanto amore e quanta pazienza ha una mamma per poter resistere tanto tempo a casa da sola con i figli! Consiglio a tutti i papà di tra-scorrere ogni tanto una giornata da soli a casa con i bambini…ci rende molto più comprensivi con le mamme!! Però anche voi mamme, non chiedeteci 1000 cose contemporaneamente, lasciateci fare i papà con le nostre imperfezioni…se pure una sera i bambini cenano con pane e Nutella senza neanche lavarsi le mani di certo non sarà una tragedia! A proposito di “tragedia”, sentite questa: nostro figlio ha ormai 6 mesi ed io capisco che la mamma ha bisogno di distrarsi, così le faccio organizzare una serata con le amiche. In sua assenza per sbaglio faccio uscire il gomito al bambino ma non la chiamo subito per non rovinarle la serata, così aspetto che torni a casa e, senza farla neanche salire, le chiedo se mi accompagna all’ospedale per sistemare questo “piccolo imprevisto”. Ora non voglio raccontarvi tutte le cavolate da papà che ho fatto, ci tengo però a dire che nonostante tutto, ha sempre parlato bene di me ai figli, mi ha sempre lasciato fare il papà, mi ha sempre accolto a casa con un sorriso! Forse perché in fondo in fondo anche lei un po’ matta lo è. Al secondo mese di gravidanza passiamo il Capodanno a Medjugorje, al freddo e con odore di cipolla ovunque, il che per una donna in preda alle nausee non è il massimo! Quando poi il primo figlio non ha ancora 1 anno, organizziamo 3 giorni di cammino lungo la Via Francigena, nello zaino abbiamo più pannolini che vestiti!

Organizzo anche 3 giorni di Via Francigena da solo con mio padre perché dalla morte di mamma lo vedo sempre più pigro e triste e questo suo atteggiamento talvolta mi innervosisce, al punto che decido di preparare alcune “catechesi” per aiutarlo a reagire (o almeno questo era il mio progetto). Beh, che grande insegnamento ho ricevuto: al primo giorno di cammino, prima ancora di iniziare la mia “scaletta”, mio padre mi dice con gran semplicità: “mi sono sempre sentito giudicato da te.”. Tutti i miei piani saltano: essendo anch’io papà capisco quanto lo avevo ferito! Dio mi ha aperto gli occhi, e capisco che quei 3 giorni sarebbero stati fondamentali per me e per instaurare finalmente un vero rapporto con mio padre, lontano da inutili giudizi.

Dio ci regala un altro figlio, stavolta una bambina! Durante questa seconda gravidanza partiamo per un viaggio in terra Santa con il gruppo delle 10 Parole. Non posso dimenticare le catechesi ascoltate sui luoghi in cui ha vissuto Gesù! In 4 viviamo un grosso scombussolamento: con 2 bambini non è possibile avere tutto sotto controllo, dobbiamo allentare un po’ le redini ma fatichiamo a trovare il tempo per pregare, quindi perdiamo un po’ l’equilibrio. Grazie a Dio cogliamo l’occasione di partecipare alle catechesi sui 7 Segni: un percorso che segue quello sulle 10 Parole dopo il quale il sacerdote ci tiene a precisare che siamo informati, ma non formati. I 7 Segni hanno lo scopo di formarci alla vita cristiana approfondendo gli unici 7 miracoli (chiamati Segni) descritti nel vangelo di Giovanni. Pano piano impariamo a gustare la bellezza di vivere da Cristiani. Durante questo tempo tagliamo tante cose inutili (film, lettura delle mail dopo cena, acquisti online, Facebook, notizie sportive) e facciamo spazio a noi 4, a Dio, agli amici.

Da lì a breve arriva il terzo figlio (ricordo il dottore che all’ennesimo controllo sulla mia fertilità con risultati pessimi, mi dice: “senti, hai 3 figli, per favore non venire più a fare questi test, ne va del mio orgoglio professionale!”). Decidiamo di trasferirci in campagna e, per acquistare una casa più spaziosa, viviamo un periodo di precarietà economica. È stato senz’altro un periodo colmo di Grazie: la precarietà economica è un’occasione per affidarsi a Dio, per vivere di cose importanti, per rinunciare a quelle inutili. È stato simile all’inizio del Cammino, quando abbiamo buttato via tante cose che ritenevamo necessarie, ma che di fatto si sono rivelate solo una zavorra per il nostro procedere.  Abbiamo colto l’occasione del trasloco per prendere una decisione “estrema”: niente tv!!! Una delle scelte più felici per la nostra famiglia! La sera a tavola, dopo la preghiera di ringraziamento, ceniamo e ci raccontiamo la giornata senza rumori di sottofondo, poi si va tutti a letto: ciascuno ringrazia Dio per una cosa avvenuta durante il giorno e i bambini si addormentano con i vespri.

Ci trasferiamo finalmente nella nuova casa e arriva la quarta figlia. Come sempre ci sentiamo impreparati, ma per grazia anche consapevoli che sarà un altro grande dono. Il motto di casa già da un po’ è: “la fatica non esiste!”, frase che mi diceva sempre un mio carissimo amico quando da giovani uscivamo tutte le sere per ballare e andare a divertirci in centro. Dio sa cogliere e regalare un insegnamento davvero da ogni situazione. Il motto non vale sempre: la sera a letto la trovo tramortita… ma felice.  Nonostante la confusione quotidiana e gli incastri sempre più complessi, la nostra vita familiare acquista presto il suo nuovo equilibrio: siamo tanti e siamo felici, i bambini crescono entusiasti della vita ed il nostro matrimonio è solido perché si regge su Dio e sulle occasioni che non ci lasciamo sfuggire per incontralo. Non immaginiamo cosa sta per accadere…   (Continua)